Il Primitivo

QUANDO E DOVE NASCE IL PRIMITIVO


La coltivazione della vite e la produzione del vino nel territorio di Gioia del Colle erano già molto attive tra l'VIII e il III sec. a.C..
Ciò è testimoniato dai numerosi ritrovamenti di materiale vascolare (destinato a contenere vino) nella zona archeologica di Monte Sannace, un antico centro peuceta a pochi chilometri da Gioia del Colle.
Alcuni reperti si possono ammirare nel museo archeologico sito nel castello Normanno-Svevo di Federico II di Svevia in Gioia del Colle.

Grappolo di Primitivo


Ma è sul finire del XVIII sec. che il sacerdote primicerio Filippo Francesco Indellicati seleziona un vitigno a maturazione precoce che chiama "PRIMATIVO" e che pianta a Liponti, in contrada Terzi di Gioia del Colle.
Proprio in tale contrada la famiglia Plantamura possiede un vigneto allevato secondo la vecchia tradizione dell'alberello.

La caratteristica principale del vitigno "primitivo" è quella di germogliare con notevole ritardo rispetto ad altri vitigni e di portare a compimento il proprio ciclo vegetativo in un tempo relativamente breve.
Tali caratteristiche spiegano il rapido diffondersi del Primitivo in tutta la zona collinare denominata "Murgia", che comprende 15 comuni, ove l'umidità da una parte, la temperatura primaverile dall'altra, concorrono ad originare frequenti gelate, che danneggerebbero le viti a germogliamento precoce.

Il nome Primitivo venne attribuito proprio per la sua maturazione precoce – che avviene tra la fine di Agosto e gli inizi di Settembre.
Tale peculiarità evita i danni derivanti dal sopraggiungere delle frequenti brinate e delle piogge autunnali.

In onore del Primitivo e del suo selezionatore, Don Francesco Indellicati, nel Maggio 2004 l'Amministrazione Comunale di Gioia del Colle ha eretto un monumento nel luogo in cui Don Francesco impiantò il primo vigneto di Primitivo.
Si tratta di un monolito, su cui sono scolpiti alcuni versi di una poetessa gioiese, la professoressa Nunzia Bianco Sala, che inneggiano al Primitivo.

Monumento al Primitivo

Don Francesco Indellicati
dopo aver selezionato
quello che adatto fosse
alle terre dette ‘rosse’
in Contrada dei Liponti
fece lesto i suoi conti
e fissò che ottanta are
si dovesser coltivare
per produrre il vino eletto:
“Primitivo” esso fu detto
“Primativo” lo chiamò
che precoce gli sembrò.